Il Cristianesimo è un invito alla gioia

Il CRISTIANESIMO
È UN INVITO ALLA GIOIA

In quel tempo disse Gesù ai discepoli: Siate pronti, con la cintura ai fianchi e le lampade accese; siate come quelli che aspettano il padrone quando torna dalle nozze, per aprirgli subito, appena arriva. Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà svegli; in verità vi dico, si cingerà le sue vesti, ti farà mettere a tavola e li servirà. E se arriva nel mezzo della notte o prima dell’alba e li trova pronti beati loro! Sappiate questo: se il padrone di casa sapesse a che ora viene il ladro, non si lascerebbe scassinare la casa. E anche voi siate pronti perché il Figlio dell’Uomo verrà nell’ora che non pensate.

Lc 12,35-59

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Domenica XXVI TO

I PUBBLICANI E LE PROSTITUTE
VI PASSANO AVANTI NEL REGNO DI DIO
MT 21,28-32

 

In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: «Che ve ne pare? Un uomo aveva due figli. Si rivolse al primo e disse: “Figlio, oggi va’ a lavorare nella vigna”. Ed egli rispose: “Non ne ho voglia”. Ma poi si pentì e vi andò. Si rivolse al secondo e disse lo stesso. Ed egli rispose: “Sì, signore”. Ma non vi andò. Chi dei due ha compiuto la volontà del padre?». Risposero: «Il primo».

E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio. Giovanni infatti venne a voi sulla via della giustizia, e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, avete visto queste cose, ma poi non vi siete nemmeno pentiti così da credergli».

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Come si può far nascere qualcuno?

COME SI PUÒ FAR NASCE­RE QUALCUNO?

Il riconoscimento reciproco e amorevole della nostra vulnerabilità segna in qualche modo l’inizio di un cambiamento nelle relazio­ni umane che intratteniamo: in quel momento tutti i rischi sono ormai accettati, tutte le paure possono scomparire, e si può cominciare a costruire insieme. Continue reading

Domenica XXII TO

NON ABBIATE PAURA
DI QUELLI CHE UCCIDONO IL CORPO
Mt 10,26-33

In quel tempo, Gesù disse ai suoi apostoli:
«Non abbiate paura degli uomini, poiché nulla vi è di nascosto che non sarà svelato né di segreto che non sarà conosciuto. Quello che io vi dico nelle tenebre voi ditelo nella luce, e quello che ascoltate all’orecchio voi annunciatelo dalle terrazze.
E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l’anima; abbiate paura piuttosto di colui che ha il potere di far perire nella Geenna e l’anima e il corpo. Continue reading

La Predica è efficace quando parlano le opere

LA PREDICA È EFFICACE
QUANDO PARLANO LE OPERE

Dai «Discorsi» di sant’Antonio di Padova, sacerdote: 1, 226

Chi è pieno di Spirito Santo parla in diverse lingue. Le diverse lingue sono le varie testimoniamze su Cristo: così parliamo agli altri di umiltà, di povertà, di pazienza e obbedienza, quando le mostriamo presenti in noi stessi. La pre­dica è efficace, ha una sua eloquenza, quando parlano le opere. Continue reading

La Grazia di Dio

LA GRAZIA DI DIO

Fratelli e sorelle,restiamo ancora una volta sul Prologo della Regola di Benedetto: “Per ciò che la nostra natura e incapace di compiere, preghiamo il Signore perché faccia sì che la sua grazia venga in nostro aiuto” (quod minus habet in nos natura possibile, rogemus Dominum ut gratiae suae iubeat nobis adiutorium ministrare: RB, Prologo 41). Continue reading

Pentecoste

COME IL PADRE HA MANDATO ME
ANCH’IO MANDO VOI.
Gv 20,19-23

La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore.
Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati». Continue reading

Non amiamo a parole nè con la lingua ma coi fatti e nella verità

NON AMIAMO A PAROLE NÉ CON LA LINGUA
MA COI FATTI E NELLA VERITA’

 Dal «Trattato sulla prima lettera di Giovanni» di sant’Agostino, vescovo: 5, 11-13

«Da questo abbiamo conosciuto l’amore». Qui parla della perfezione dell’a­more, di quella perfezione che ci è stata raccomandata: «Da questo abbiamo conosciuto l’amore: Egli ha dato la sua vita per noi; quindi anche noi dobbiamo dare la vita per i fratelli» (1 Gv 3,16). Ecco da dove veniva: Pietro, mi vuoi bene? Pasci le mie pecore (cfr. Gv 21, 16). Continue reading

Perchè il vostro maestro mangia insieme con i pubblicani e i peccatori?

“Perché il vostro maestro mangia
insieme con i pubblicani e i peccatori?”

Mt 9,11

Se vogliamo entrare realmente in contatto con la realtà di una cosa o di una persona, il primo passo da compiere è di capire che ogni idea distorce la realtà e costituisce una barriera tra la nostra vi­sione e quella realtà.

L’idea non è la realtà. L’idea «vino» non è il vino; l’idea “donna” non è questa donna. Se voglio realmente captare la realtà di questa donna India­na, io devo ignorare le mie idee di ”femminilità” e di “indianità” e vedere questa donna nella sua ipseità, cioè nella sua concretezza, nella sua unicità. Purtroppo la maggior parte della gente il più delle volte non si prende la briga di vedere le cose in questa maniera, cioè nella loro unicità: sento­no le parole, tengono conto delle idee, ma non guardano mai con gli occhi di un bambino que­sta entità concreta, unica, malleabile e viva che si muove davanti a loro. Vedono semplicemente un passero, non vedono la meraviglia irripetibile di questo essere unico che sta loro di fronte, così come vedono solo una piacente donna indiana.

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La Legge dello Spirito

LA LEGGE DELLO SPIRITO
CHE DI VITA IN CRISTO GESÙ

Dai «Discorsi» di sant’Agostino, vescovo: Disc. 155, 5-6

Il popolo ebraico celebrava la Pasqua con l’uccisione dell’agnello e con gli azzimi: questo era una figura dell’uccisione di Cristo, e gli azzimi significavano la vita nuova, senza il vecchio lievito, per cui l’Apostolo dice: «Togliete via il lievito vecchio, per essere pasta nuova, poiché siete azzimi. E infatti Cristo, nostra Pasqua, è stato immolato!» (1 Cor, 7). Continue reading