Percorsi Personali

La Regola di San Benedetto, patrimonio inestimabile e preziosa miniera per chi sia impegnato nel proprio cammino di evoluzione, lungo tutta la sua riflessione sottolinea la necessità di essere attenti alla totalità della persona e umilmente consapevoli dei propri umani limiti: ‘Dobbiamo allenare il cuore e il corpo al servizio della santa obbedienza ai comandamenti. E quello che non riesce possibile alla nostra natura, preghiamo il Signore che disponga ci sia concesso dall’aiuto della sua grazia’ (Regola di San Benedetto, Prologo)

Entrare in una corretta relazione con la nostra umanità è un compito al quale siamo tutti chiamati per vivere in pienezza la vita, prendendo consapevolezza delle energie che possiamo sprigionare e rivolgere al bene, alla costruzione di relazioni sane e feconde con noi stessi, con gli altri, con ciò che ci circonda. E’ un percorso complesso, che non si conclude mai, al quale quest’anno vogliamo contribuire con tre incontri che prendono spunto dalla tradizione dei Padri del Deserto, e in particolare da Evagrio Pontico.

Faremo un viaggio alla scoperta delle tre parti costitutive della nostra umanità,  corpo, mente e spirito e delle energie a loro corrispondenti, indagando in maniera originale i  7 vizi capitali e il loro essere punto di partenza del cammino di miglioramento di ciascuno di noi.

I tre incontri del Percorso Personale 2018 “Dai vizi alle virtù”:

Affronteremo la parte fisica dell’essere umano e vedremo i moti legati alla gola, alla lussuria e all’avarizia. Sono questi i bisogni primari, che fanno riferimento al cibo, alla sessualità e al possesso delle cose.Cosa fare per soddisfare il bisogno di nutrire in modo sano la nostra persona senza cadere in eccessi che portano, all’estremo, a sofferenze molto contemporanee come l’anoressia o la bulimia? Come vivere relazioni profonde, aperte e generative, senza rischiare di rendere la persona amata un oggetto o diventare oggetti a nostra volta? Come poter godere delle cose belle che costruiamo, acquistiamo, delle quali possiamo servirci per la costruzione del bene comune, senza diventarne schiavi?

Può sembrare di poter capire ciò che è giusto fare o non fare, eppure ci si può facilmente incagliare nel non fare o nel fare male. Pigrizia? Stanchezza? Cattive abitudini? Tutto questo e altro è compreso nel moto dell’anima chiamato accidia. Quali le cause, le manifestazioni, i rimedi di questo moto così presente nella nostra società moderna, sotto nomi diversi? Pensiamo anche alle persone iperattive che tanto fanno ma non nella direzione giusta. Accompagnati dai padri del deserto cercheremo alcune possibili soluzioni.

Partiti con le migliori intenzioni per fare bene ciò che occorre fare, ci si arena nella relazione con gli altri: i tempi sono diversi, le aspettative pure, i percorsi devono essere modificati, i risultati non sono quelli desiderati. Eppure noi abbiamo l’energia necessaria, e una tentazione si insinua: “solo se non ci fossero gli altri però, andrei più veloce…”. Che fare? Quale atteggiamento prende forma in noi? Collera, mestizia, alterigia, autocompiacimento? Stimarsi oppure sentirsi superiori e andare avanti come se gli altri non ci fossero? In questa giornata i padri del deserto ci aiuteranno a trovare il giusto equilibrio e a trovare l’armonia tra il nostro io e gli altri compagni di viaggio.

Gli incontri, affrontati con momenti di ascolto, riflessione, esercizi esperienziali, saranno guidati da:

  • Fausto Bizzarri, HR manager, laureato in scienze religiose, coach ACC ICF
  • Massimo Folador, Presidente Verso il Cenobio

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